← Segnali
2 min di lettura

Cosa significa «le persone hanno un nome» in un contratto software

Il nome che manca in quasi ogni contratto software

In molti contratti di sviluppo italiani, chi lavora davvero sul progetto è un'informazione che scopri a cose fatte — quando la scopri. Il commerciale che ha chiuso la trattativa non è quasi mai la persona che scrive il codice, e la seniority venduta in call spesso non corrisponde a chi finisce assegnato al lavoro. È il modello che internamente chiamiamo, senza troppi giri di parole, body rental travestito da capacity.

Nel nostro contratto questo punto è diverso in un modo verificabile riga per riga: nome, cognome e seniority reale di chi lavora sul progetto sono scritti nel contratto, non promessi in una slide. Se dobbiamo sostituire una persona a metà lavoro, hai il diritto contrattuale di rifiutare la sostituzione. Non è una gentilezza commerciale: è una clausola.

Perché non è solo una questione di correttezza

C'è un motivo tecnico, non solo etico. Nel delivery assistito da AI, un junior che lavora senza supervisione senior non produce un risparmio: produce debito tecnico che qualcun altro dovrà pagare dopo, di solito più caro di quanto sarebbe costato farlo bene la prima volta. Per questo teniamo un rapporto tra senior e junior di almeno uno a uno su ogni progetto attivo, e misuriamo internamente un solo numero accettabile per le sostituzioni non concordate con il cliente: zero. Un caso solo, e il principio è già rotto — non è un obiettivo tendenziale, è una soglia.

Chi firma, oggi

Oggi il nome scritto in ogni contratto è uno solo: Nadir Papini, CEO & Head of Delivery — il fondatore che si assume anche la responsabilità tecnica della consegna, finché il resto della squadra di delivery non sarà stabilmente a regime. Non pubblichiamo bio di un «team» più ampio finché quel team non esiste davvero con persone assunte e nominabili in contratto: sarebbe esattamente la cosa che questo principio vieta.

Cosa puoi verificare prima di firmare

Cinque cose, non una dichiarazione di fiducia: sai chi lavora per te, perché nome e seniority sono nel contratto e puoi rifiutare una sostituzione; sai quanto costa prima di chiedere, perché il prezzo è pubblico; vedi il lavoro mentre accade, con accesso al repository dal primo giorno e un report settimanale con ore e costi reali; la data è nostra e non tua, perché se sforiamo l'ultima milestone non la paghi; e quello che consegniamo resta comprensibile anche a chi non l'ha scritto, perché documentazione tecnica e una sessione di handover di 2-4 ore fanno parte della consegna, non un extra a parte — la formazione strutturata del team, se ti serve, è un servizio a parte. L'ultima è quella che quasi nessuno, in Italia, si offre davvero di rispettare — perché è l'unica che ci vincola a lasciare una consegna vera, non un allegato pro forma: si può promettere solo se anche senza di noi il sistema resta comprensibile e mantenibile.